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Plastica laterale nella ricostruzione del LCA: cos’è e quando può essere utile

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Plastica laterale nella ricostruzione del LCA: cos’è e quando può essere utile

La ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA) è uno degli interventi ortopedici più studiati e affidabili per restituire stabilità al ginocchio dopo una lesione.

Negli ultimi anni, accanto alla ricostruzione “classica”, si è diffusa una procedura complementare chiamata plastica laterale (o tenodesi extra-articolare laterale, in inglese lateral extra-articular tenodesis, LET).

Non si tratta di un intervento alternativo, ma di un gesto chirurgico aggiuntivo che, in casi selezionati, aiuta a proteggere meglio il risultato. Vediamo di cosa si tratta, basandoci sulle evidenze scientifiche più recenti.

Indice

Che cos’è la plastica laterale

La plastica laterale è una tecnica che rinforza la parte esterna (laterale) del ginocchio. Utilizzando una sottile striscia di tessuto del paziente stesso (tipicamente una porzione della bandelletta ileo-tibiale), il chirurgo crea un sostegno supplementare che controlla la rotazione interna della tibia.

L’idea non è nuova: procedure come quelle di Lemaire e MacIntosh accompagnano la chirurgia del ginocchio da decenni. Ciò che è cambiato è la comprensione anatomica: oggi sappiamo che la stabilità rotatoria dipende non solo dal LCA, ma anche dal cosiddetto complesso antero-laterale, che comprende la bandelletta ileo-tibiale e il legamento antero-laterale (ALL), strutture che agiscono come freno secondario alla traslazione e alla rotazione interna della tibia, come descritto nel documento di consenso dell’Anterolateral Ligament Expert Group (Sonnery-Cottet et al., J Orthop Traumatol 2017).

Perché associarla alla ricostruzione del LCA

Anche dopo una ricostruzione tecnicamente ben eseguita, una piccola quota di pazienti può conservare una lieve instabilità rotatoria residua, percepita come una sensazione di “cedimento” nei movimenti di torsione. Questa instabilità è stata correlata a risultati meno soddisfacenti e a un rischio maggiore di nuova lesione del trapianto, come evidenziato nello studio STABILITY (Getgood et al., Am J Sports Med 2020).

La plastica laterale interviene proprio su questo aspetto: aggiungendo un controllo rotatorio supplementare, contribuisce a “scaricare” il neo-legamento intra-articolare, proteggendolo durante la fase di guarigione e nel ritorno all’attività sportiva.

A chi può essere indicata

La plastica laterale non è necessaria per tutti: è una procedura personalizzata, riservata a profili a maggior rischio. Una consensus internazionale del 2025 (Arthroscopy), che ha coinvolto 55 chirurghi di 17 Paesi, ha raccomandato in modo unanime di considerarla nei pazienti attivi fino a 25 anni operati con i tendini del semitendinoso/gracile, per ridurre il rischio di fallimento del trapianto.

Lo stesso documento, con un forte consenso (oltre il 90%), ha individuato altre situazioni in cui la procedura può essere appropriata: instabilità rotatoria di grado elevato, iperestensione del ginocchio, interventi di revisione (cioè una seconda ricostruzione) e ritorno a sport con cambi di direzione. La decisione finale resta sempre del chirurgo, valutata caso per caso insieme al paziente.

Cosa dice la ricerca scientifica

Le evidenze a sostegno di questa tecnica sono di buona qualità. Lo studio STABILITY (Getgood et al., 2020), uno studio randomizzato controllato multicentrico su pazienti giovani ad alto rischio, ha mostrato che l’aggiunta della tenodesi laterale alla ricostruzione del LCA con tendini autologhi riduceva, a due anni, il fallimento clinico dal 40% al 25% e la rottura del trapianto dall’11% a circa il 4-5%.

Questi risultati sono confermati su scala più ampia: una revisione sistematica con meta-analisi di studi randomizzati (Am J Sports Med 2024) ha concluso che associare una procedura antero-laterale alla ricostruzione del LCA riduce il tasso di nuova lesione e migliora gli esiti clinici, senza aumentare le complicanze.

Sicurezza, artrosi e tempi di recupero

Un dubbio comprensibile riguarda il rischio di “irrigidire troppo” il ginocchio o di favorire l’artrosi. Su questo i dati sono rassicuranti. La già citata consensus internazionale del 2025 ha concordato all’unanimità che le moderne plastiche laterali non aumentano il rischio di artrosi del compartimento laterale, hanno un basso tasso di complicanze e non richiedono modifiche ai tempi di riabilitazione o di ritorno allo sport.

A confermarlo c’è anche la prospettiva del lungo termine: uno studio randomizzato con follow-up minimo di 20 anni (Am J Sports Med 2025) non ha riscontrato un aumento del rischio di artrosi laterale nei pazienti operati con tecnica che includeva la tenodesi laterale.

In sintesi

La plastica laterale è un gesto chirurgico aggiuntivo, ben studiato e sicuro, che in pazienti selezionati rende la ricostruzione del LCA ancora più stabile e duratura, riducendo il rischio di nuova lesione senza compromettere il recupero. Non è una procedura “per tutti”, ma uno strumento in più che il chirurgo può proporre quando il profilo del paziente lo suggerisce. Una valutazione specialistica accurata è il modo migliore per capire se rappresenti la scelta giusta nel proprio caso.

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Il Dott. Stefano Rossi è Specialista in Ortopedia e Traumatologia a Legnano. Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la visita medica specialistica.